Anagoor

Polittico dell'infamia

inspired by Pablo Montoya’s novel Triptico de la infamia

Ven 22 Gennaio 2027, 21:00
Info

con Marco Menegoni, Gayane Movsisyan, Piero Ramella, Aurora Rò, Monica Tonietto
e con Roberto Ciulli, Theodore de Bry, Rupert J. Seidl, François Dubois
drammaturgia Simone Derai, Piero Ramella
traduzione dall’italiano Paola Barbon
musiche e sound design Mauro Martinuz
scene e disegno luci Simone Derai
costumi Fabio Lo Piparo, Simone Derai, Nicolao Atelier
cappello Jcosky Hats
video Simone Derai, Giulio Favotto
riprese video, fotografia cinematografica e post-produzione Giulio Favotto
consulenza al movimento scenico Luca Altavilla
assistenza al progetto e alla produzione Marco Menegoni
aiuto regia Marco Menegoni, Piero Ramella, Aurora Rò
regia Simone Derai
organizzazione Marco Menegoni, Centrale Fies
distribuzione e promozione Domenico Garofalo
produzione ANAGOOR 2025
coproduzione Theater an der Ruhr, Centrale Fies, TPE – Teatro Piemonte Europa, La Contrada – Teatro Stabile di Trieste
ringraziamenti Pablo Montoya, Fernando Barrera Gutiérrez, Otium Studio, Musée cantonal des Beaux-Arts
crediti fotografici Giulio Favotto
riprese video dal vivo Giulio Favotto, Luca Antonello
montaggio e post-produzione del video integrale dello spettacolo Giulio Favotto, Simone Derai, Marco Menegoni, Mauro Martinuz

Il dipinto di un massacro.
Il racconto di un dipinto.
La lettura di un racconto.
L’allestimento teatrale di una lettura.
La ripresa cinematografica di un allestimento teatrale.
La messa in scena in una proiezione cinematografica.

“Provo a convincermi di aver reagito. Ma può anche darsi che mi sbagli e cerchi un sollievo illusorio. Perché, in fondo, so di avere dipinto soltanto l’immagine di uno sterminio.”


Il Polittico dell’infamia è un dipinto teatrale a più ante, multimediale e multilingue, che indaga il rapporto tra arte, violenza e testimonianza. Ispirato al romanzo Triptico de la infamia dello scrittore colombiano Pablo Montoya, lo spettacolo tende il proprio arco tra due opere d’arte del Cinquecento: le incisioni di Theodore de Bry, che illustrano il genocidio degli indigeni nelle Americhe, e Il Massacro della notte di San Bartolomeo di François Dubois, la più celebre rappresentazione dello sterminio degli ugonotti da parte dei cattolici francesi.
Attraverso una narrazione teatrale a più livelli, lo spettacolo pone l’arte sul banco degli imputati: non più solo spettatrice, ma potenziale complice della violenza. Al centro della riflessione c’è un dilemma morale: può l’arte contribuire alla sospensione della violenza? Si può rappresentare il male senza diffonderlo, come per contagio? Si può testimoniare il dolore delle vittime senza averlo condiviso?
Il Polittico dell’Infamia esplora il mistero della possibilità di raccontare l’orrore con onestà, interrogandosi sul sottile, forse impossibile, equilibrio tra silenzio, rappresentazione e responsabilità.