BumBumFritz

Dad or alive

Ven 16 Aprile 2027, 21:00
Info

uno spettacolo di BumBumFritz
con Michele Tonicello e Giovanni Frison
scritto e diretto da Giovanni Frison
da un’idea di Michele Tonicello
musica, luci, videomapping e live electronics Giovanni Frison
movimenti scenici Stefania Borella
tecnica del suono Christian Reale
assistenza video Riccardo Nicolin
assistenza tecnica Matteo Nicolin, Massimiliano Chinelli, Luca Scotton
postproduzione musicale Max Trisotto
produzione Cranpi, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, La Corte Ospitale, Pergine Festival, BumBumFritz
con il sostegno di Scenario ETS, L’Arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia-Romagna, Teatro Biblioteca Quarticciolo
grazie a Babilonia Teatri, Francesca Macrì, Massimiliano Chinelli

 

Dad or alive esplora il conflitto tra il desiderio di genitorialità e la paura di un futuro ostile. Storie, dati e confessioni, parole, musica elettronica dal vivo e videomapping, per dare voce a chi si chiede se diventare genitori sia ancora un sogno possibile o un peso insostenibile.


Vincitore Premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico Generazione Scenario 2025

Mettere al mondo un figlio oggi è coraggio o incoscienza?
“Dad or alive” esplora il conflitto tra il desiderio di genitorialità e la paura di un futuro ostile: trasmettere qualcosa di sé o aggiungere un’altra vita in un mondo in crisi.
Tra storie, dati e confessioni, parole, musica elettronica dal vivo e videomapping, lo spettacolo dà voce a chi si chiede se diventare genitori sia ancora un sogno possibile o un peso insostenibile.
Ecoansia, precarietà, desiderio, paura: non è solo “voglio un figlio?”, ma “in che mondo crescerà?”.
In Dad or alive parola e suono vivono insieme. Il testo e la musica portano il tempo, il respiro, le pause, in un continuo contrappunto, in un’amplificazione reciproca. Non due piani sovrapposti, non una colonna sonora, ma un dialogo.
Synth, sample e loop sono costruiti in scena, in uno spazio sonoro dove il battito elettronico misura la tensione, apre e chiude i quadri, dilata o trattiene l’attesa. La musica è drammaturgia, non tappeto: ciò che viene detto e ciò che è impossibile a dirsi si sostengono a vicenda. Anche la luce, proiettata sui performer, partecipa a questo equilibrio. Rafforza segni e immagini e, allo stesso tempo, ingrandisce i gesti musicali — mani, controller, micro-azioni — rendendo visibile dettagli sonori che altrimenti rischierebbe di perdersi. Voce, elettronica live e proiezione compongono un unico dispositivo scenico: una partitura condivisa che tiene insieme contenuto e percezione.