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Le parole non sanno quello che dicono @operaestate

Marta Dalla Via

Prima nazionale

di e con Marta Dalla Via, Roberto Di Fresco
produzione La Piccionaia

Un “raffinato spettacolo triviale interamente dedicato a loro: le pecore nere del linguaggio”.
Una nuova drammaturgia, incentrata sulle parole e sui loro effetti collaterali, sulla consapevolezza di chi le pronuncia ma anche sul peso specifico della comicità. Uno spettacolo urgente e necessario in questo periodo in cui il dibattito sui confini della libertà di espressione è centrale: sia a causa di internet e dei social, sia per la discussa utilità del politicamente corretto, e per le più recenti proteste contro la mascherina, vista come bavaglio piuttosto che come salvezza. Un’epoca in cui “parole in libertà” qualche volta significa semplicemente “a vanvera”: migliaia e migliaia di persone vengono offese, umiliate, discriminate, e migliaia e migliaia di persone nel mondo offendono, umiliano, discriminano, e condannano attraverso certe parole. E quindi, si chiede Marta Dalla Via: è più importante cambiare le parole o le cose che quelle parole intendono?

“Impreco quando cittadini al di sopra di ogni sospetto protagonisti di episodi mediaticamente controversi, si autoassolvono dicendo “era solo una battuta”. Una battuta, se davvero è una battuta, non è mai solo una battuta. Ogni vero comico lo sa. Le vere battute sono quelle che dicono all’imperatore che è nudo. […] La scrittura di una buona battuta è un processo davvero complesso fatto di pratica, matematica, ritmo e impertinenza. Come al circo: il numero funziona se l’acrobata lo fa sembrare facile”.
Marta Dalla Via