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Nota stampa – Una sirena d’allarme contro la guerra

Il Teatro Astra aderisce all’iniziativa simbolica lanciata da Fondazione Teatro Piemonte Europa.

Prima di ogni spettacolo verrà fatta suonare una sirena d’allarme, la stessa che in questi giorni risuona nelle strade delle città ucraine, per ricordare che il mondo del teatro italiano non è indifferente alla tragedia che si sta consumando in queste ore, che ripudia la guerra e che si stringe con commozione e solidarietà al dolore delle vittime.

 

(Vicenza, 05.03.2022)

In Europa sono tornate a risuonare le sirene d’allarme. Un suono sinistro che parla di guerra, di emergenze, di bombe e rifugi. Un suono che interrompe all’improvviso la normalità della vita quotidiana e la sostituisce con la paura della morte, con il terrore della distruzione. Un suono che richiama le pagine più tristi di una storia che non avremmo mai più voluto rivivere.

Alla luce dei drammatici fatti di questi giorni e sulla scorta di una esperienza analoga del 2009 partita dal Teatro Stabile di Napoli, numerosi teatri italiani stanno accogliendo l’iniziativa simbolica lanciata da Andrea De Rosa, Direttore del TPE – Teatro Piemonte Europa. Far precedere ogni rappresentazione teatrale dal suono di una sirena d’allarme seguito da un messaggio di solidarietà come questo:

Quella che avete appena sentito è una sirena d’allarme ma ad essa non farà seguito nessuno colpo di cannone, nessuno strepito di mitragliatrice, nessuna esplosione di bombe, perché si tratta di un suono registrato, di un suono finto.

Purtroppo, quello vero è tornato a risuonare in molte città abitate da donne, uomini e bambini che fino a ieri andavano a teatro, al cinema o a un concerto, proprio come noi stasera.

Abbiamo deciso di introdurre lo spettacolo che sta per cominciare con questo suono per dire che il mondo del teatro italiano non è indifferente alla tragedia che si sta consumando in queste ore, che ripudia la guerra e che si stringe con commozione e solidarietà al dolore delle vittime.

Informazioni per il pubblico

Hanno già aderito alla proposta: Teatro di Roma – Teatro Nazionale, il Teatro Nazionale di Genova, il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, il Teatro Franco Parenti di Milano, Fondazione Teatro della Toscana, Teatro Stabile del Veneto, il Teatro Elfo Puccini, il Teatro Carcano, il Teatro Biondo di Palermo, il Centro Teatrale Bresciano, il CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo, Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Teatro della Cooperativa di Milano, la Fondazione Cirko Vertigo, Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo, Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Fondazione TRG Onlus di Torino, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino, Teatro Gioco di Vita di Piacenza, La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale di Vicenza, Officina Teatrale degli Anacoleti di Vercelli, Teatro Le Serre di Grugliasco, Teatro Perempruner, Teatro Café Müller, Associazione Teatro delle Selve, Teatro degli Scalpellini di San Maurizio d’Opaglio, Compagnia il Melarancio di Cuneo, Nuove Forme A.s.d. e A.p.s., Ass. Teatrale ArtiVarti dì Portogruaro, Associazione Culturale Gli Scarti, Teatro degli Impavidi di Sarzana e di Fuoriluogo. Hanno aderito inoltre molti teatri francesi: il CDN di Caen, il CDN di Vire, il CDN di Lille, il Théâtre di Sete, il festival Sens Interdit di Lione, il Dieppe Scène Nationale e altri se ne stanno aggiungendo in queste ore, anche in Germania.

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Elena Guzzonato
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