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Una riga nera al piano di sopra

Matilde Vigna

monologo per alluvioni al contrario

di e con Matilde Vigna
aiuto regia Anna Zaneti
dramaturg Greta Cappelletti
progetto sonoro Alessio Foglia
disegno luci Alice Colla
costumi Lucia Menegazzo
voce registrata Marco Sgarbi
direttore tecnico Massimo Gianaroli
fonico Manuela Alabastro
scenografa decoratrice Ludovica Sitti
produzione ERT / Teatro Nazionale

nomination Premio Ubu 2022 nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica messi in scena da compagnie o artisti italiani

La storia dell’alluvione del Polesine del 1951 abbraccia la storia di una donna adulta, che tra separazioni, cambiamenti, traslochi, mutui, ci racconta di un’alluvione al contrario, piena di case, oggetti, possibilità di scelta.
Autunno 1951: piove. La piena del Po rompe gli argini e il Polesine diventa un enorme lago di 70 chilometri quadrati. Si fugge senza poter scegliere cosa portare, si fugge per poter tornare, si torna per ricominciare.
Autunno 2021: piove. Una donna è alle prese con l’ennesimo trasloco, scandaglia le stanze, e decide di portare via tutto. Tutto quello che ha. Il monologo intreccia le due storie, la tragedia naturale e la tragedia personale: perdita, smarrimento, fuga delle proprie case da un lato – separazioni, traslochi, mutui dall’altro.
Due storie che arrivano a fondersi insieme, una riflessione sullo sradicamento volontario e involontario, sui grandi e piccoli eventi che cambiano le nostre vite che si apre alla domanda:
Sarebbe mai possibile per noi perdere veramente tutto?
Una riflessione sulla perdita, sul possesso, su quello che resta.
Il progetto sonoro di Alessio Foglia crea l’ambiente in cui Matilde Vigna colloca le sue parole.
Nella scena spogliata il suono ci accompagna, ci traghetta tra passato e presente, diventa presenza, luogo, evento. Il rumore della piena, l’eco dell’alluvione, il silenzio che resta.
Fare i conti con il caos, con quello che non possiamo calcolare, con la paura di perdere tutto – è questo il centro tematico di una riga nera al piano di sopra, affrontato attraverso un lavoro di studio approfondito dell’alluvione del Polesine del 1951, attraverso le parole di chi ha vissuto il disastro allora e l’ironia di una donna di oggi, che guarda al proprio disastro precario, personale e generazionale, cercando nuove possibili strade.

 

astraclub ven 25 nov, ore 18
nicolò sordo incontra matilde vigna

Il secondo appuntamento di AstraClub ha come protagonisti le due giovani rivelazioni di Terrestri 22/23.
Nicolò Sordo – autore di Ok boomer. Anch’io sono uno stronzo – incontra Matilde Vigna, in un dialogo su Una riga nera al piano di sopra. Monologo per alluvioni al contrario.
Lo scambio tra i due artisti proseguirà venerdì 20 gennaio, prima di Ok boomer.

Partecipazione gratuita, su prenotazione.
Riservata agli spettatori in possesso di un abbonamento o biglietto per Una riga nera al piano di sopra.
Prenota scrivendo a info@teatrostra.it

 

Matilde Vigna

Nasce in provincia di Rovigo nel 1988. Dopo la laurea magistrale in Relazioni internazionali si diploma nel 2015 alla Scuola del Teatro Stabile di Torino, con la direzione di Valter Malosti. Prosegue la formazione con il corso di Alta Formazione di Emilia-Romagna Teatro diretto da Antonio Latella. “Santa Estasi”, il progetto conclusivo del percorso, è vincitore del premio Ubu 2016 come miglior spettacolo e migliori attori under 35 a tutto il cast. In teatro ha collaborato con Valter Malosti, Antonio Latella, Leonardo Lidi, Michele Di Mauro, Liv Ferracchiati, e numerose compagnie indipendenti. Nel 2019 riceve il premio Ubu come miglior attrice under 35 e quest’anno anche il Premio Eleonora Duse come attrice emergente (menzione d’onore).

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