L'orso felice


Dimitri/Canessa


infanzia

Mer 22 Aprile 2026, 10:00
Info

di e con Elisa Canessa e Federico Dimitri
tratto da L’orso che non c’era di Oren Lavie
produzione Pilar Ternera/Nuovo Teatro delle Commedie e Compagnia Dimitri/Canessa
costume dell’Orso Gisella Butera, Matilde Gori e Chiara Manetti

"“C’era una volta, Tanto Tempo Fa, un Prurito. Non era un prurito grandissimo. Non era un prurito da niente. Era un prurito normale. E il prurito desiderava una bella grattatina. Tanto Tempo Fa.” Nasce prima l’orso o il suo prurito?"

La favola di Oren Lavie sembra chiederci la soluzione a questo indovinello che ricorda un famoso paradosso. Nasce prima l’uovo o prima la gallina? Dal Prurito dell’incipit, gratta gratta, nasce un orso. “Bè, tutti sanno che gli orsi si grattano quando sentono prurito, ma non molte persone sanno che i Pruriti si grattano perché sono Orsi!”

L’orso trova nella tasca della sua pelliccia un foglietto con una domanda (Tu sei me?) E tre indizi: sono un orso molto gentile, sono un orso felice e anche molto bello. Inizia così una storia semplice ma filosofica di un orso alla ricerca di se stesso, della propria identità, che cerca risposte a domande apparentemente semplici e lo fa relazionandosi con gli altri perché è solo attraverso i rapporti interpersonali che possiamo realmente capire chi siamo.

Intraprende allora il suo percorso nella Fantastica Foresta dove impara a riconoscere i diversi tipi di silenzio: il piccolo silenzio delle foglie, quello profondo della terra, l’antico silenzio degli alberi e il silenzio più silenzio di tutti, il suo. Il suo silenzio lo porta a fare la conoscenza della Mucca Mollacciona (una morbida mucca che assomiglia molto ad una poltrona!), del Penultimo Pinguino, a scoprire che è molto meglio annusare i fiori che contarli e che per andare Avanti, certe volte, è anche necessario perdersi!
Una storia semplice ma filosofica. Uno strano orso, sognatore, un po’ sulle nuvole, che cerca se stesso, la propria identità e la propria strada e lo fa sia guardandosi dentro (frugandosi nelle tasche!), che relazionandosi con gli altri, perché è anche e soprattutto con l’interazione con ciò che è “altro da sé” che si può scoprire chi si è veramente. Un viaggio per scoprire come ci vediamo e come ci vedono gli altri perché non tutti ci vedono allo stesso modo e forse siamo la somma di tutti questi sguardi…e di quelli che ancora non ci son stati rivolti.


tecnica teatro d’attore e movimento
temi scoperta dell’identità, relazioni con gli altri
durata 50 minuti
fascia d’età  + 3 anni