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La Piccionaia è una cooperativa sociale riconosciuta come centro di produzione teatrale impegnata nella promozione di un teatro innovativo, inclusivo e attento alle nuove generazioni, sia di artisti sia di spettatori. Dal 1975 utilizza il teatro e l’arte come strumenti di coinvolgimento, partecipazione e sviluppo culturale-sociale degli individui e delle comunità, in particolare dei bambini e dei giovani. Opera a livello locale, regionale, nazionale e comunitario, anche con scuole, università, organizzazioni della società civile, enti locali e nell’ambito di progetti per l’istruzione, la sostenibilità ambientale, l’inclusione sociale, la cittadinanza globale e la parità di genere, coinvolgendo attivamente i cittadini e realizzando processi partecipativi.
Intorno al 2020-2021, i gruppi informali Comunità Vicentina per l’Agroecologia e Laboratorio Spazi Rurali e Boschi Urbani iniziano a manifestare pubblicamente l’intenzione di ottenere il riconoscimento dell’area di Carpaneda, in particolare della cascina di proprietà comunale, come bene comune da ri-scoprire, valorizzare, aprire alla cittadinanza. All’epoca, la Carpaneda era quasi completamente sconosciuta alla cittadinanza e trascurata dall’amministrazione locale.
Tra il 2021 e il 2023, nell’ambito del progetto CAPPERI Common Agricultural Policy Peer Education Resources in Italy prima e V.A.N.G.A. Vicenza per l’Ambiente. Nuove Generazioni in Azione poi, varie attività culturali, laboratoriali e di approfondimento animano l’area, con il coinvolgimento da parte de La Piccionaia di gruppi, attivisti, residenti dell’area. Per la prima volta, gruppi di studenti e docenti scoprono la zona di Carpaneda.
L’impegno della cittadinanza nell’area si intensifica: nasce l’Assemblea Cascina Carpaneda Bene Comune e il primo Carpaneda Ecofestival è inaugurato.
Nel 2022 prende il via anche il dialogo con il Comune di Vicenza. Le richieste dell’Assemblea sono chiare: collaborare per togliere la cascina e il relativo ettaro di terreno dal piano dei beni in vendita, sedersi ad un tavolo per scrivere insieme un Patto di collaborazione per la gestione condivisa dell’area.
La relazione con il Comune di Vicenza si è gradualmente rafforzata e recentemente è stato confermato l’avvio ufficiale della co-progettazione del Patto.
Nel 2023 il Comune di Vicenza inaugura la nuova via ciclo-pedonale che collega il quartiere Pomari al bosco di Carpaneda. E’ una connessione inedita tra la città e la campagna ad ovest di Vicenza, un percorso connettivo che la cittadinanza non ha esitato a popolare.
Le azioni agricole sono iniziate tra novembre 2023 e febbraio 2024 con la messa a dimora delle siepi campestri e la loro conseguente manutenzione.
In questi anni si rafforza anche la relazione con LIES Laboratorio dell’Inchiesta Economica e Sociale e con la redazione giovanile VeZ Veneto Ecologia Z Generation, che supporta la visibilità delle iniziative fornendo una prospettiva giovane, critica e impegnata.
L’Assemblea Cascina Carpaneda Bene Comune è un gruppo eterogeneo e aperto di cittadini e cittadine. Tra i suoi obiettivi: riscoprire e proteggere la Contrada Carpaneda e il suo bosco, ridare vita alla cascina abbandonata – una casa colonica di proprietà comunale ora in decadenza, ma ancora custodita e curata, perseguire la convivenza tra paesaggio umano e naturale, salvaguardare la residuale economia rurale, promuovere la produzione di cibo sano e giusto nel rispetto e nell’integrazione di flora e fauna, con la ferma intenzione di proporre pratiche di agroecologia che vadano sempre più a sostituire le produzioni agroindustriali, e invertire il processo di cementificazione.
Gli incontri dell’assemblea sono aperti a tutta la popolazione e avvengono con cadenza mensile.
L’obiettivo principale dell’Assemblea è dare vita alla casa dell’agroecologia, che avrà sede nella cascina. Un luogo di incontro e buone pratiche per il territorio: uno spazio aperto alle innovazioni agroecologiche, all’educazione e alla formazione. Uno spazio per riscoprire e rivalorizzare quei saperi artigianali che vanno sempre più scomparendo. Sarà possibile rendere lo spazio usufruibile da chiunque per diverse attività, dallo svago alla formazione al lavoro collettivo della terra. Singole persone, famiglie, grandi e piccini, persone disabilità, persone in svantaggio ed esclusione sociale potranno trovare qui un luogo dove trascorrere momenti piacevoli e di impegno, immersi nella bellezza dei campi e del bosco.
Le sfide che ci pone il cambiamento climatico richiedono proposte, progetti condivisi e reti di collaborazione tra piccoli produttori del territorio attorno agli stessi obiettivi. L’agroecologia propone la trasformazione dei modelli produttivi alimentari e agricoli per garantire la compresenza fruttuosa di agricoltura e diversità biologica. Gli approcci agroecologici si articolano su tre dimensioni: il livello scientifico transdisciplinare, l’insieme delle pratiche e dei movimenti sociali.
Oltre alla Casa dell’agroecologia, l’Assemblea aspira alla realizzazione del primo parco agricolo nella città di Vicenza e in Veneto. Un parco agricolo valorizzerebbe il territorio, la sua agrobiodiversità, il patrimonio bioculturale e quello dei prodotti tipici locali.
Quando un gruppo di cittadini e l’Amministrazione comunale stringono un accordo di cura e gestione condivisa di un Bene comune, sottoscrivono un Patto di collaborazione, secondo regole che definiscono scopi, responsabilità e modi.
Il Regolamento per la gestione dei Patti di collaborazione è scritto dal Comune e garantito dalla Costituzione italiana dal 2001 (art.118, comma 4). “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.”.
Un gruppo di cittadini propone all’Amministrazione comunale un progetto per la cura e gestione condivisa di un bene comune, non a scopo di lucro ma per valorizzarlo e permettere a tutti di usufruirne. Il Comune si impegna a costruire il progetto con i cittadini coinvolti per attuarlo secondo i tempi e i modi definiti nel Regolamento. Le cittadini s’impegnano a curare e gestire il bene, a dialogare costantemente con l’Amministrazione e, soprattutto, a renderlo disponibile per la comunità.
Cos’è un Bene Comune
Un bene materiale o immateriale, come un terreno o una conoscenza, che permette di vivere i propri diritti fondamentali di persone: dignità, uguaglianza e libertà insieme a istruzione, salute e giustizia. Un bene comune è quindi il luogo o il contesto in cui tuttə, in modo libero e responsabile, possono stringere legami di valore, partecipare alle scelte condivise, imparare e insegnare nuove competenze. Alcuni esempi di bene comune sono il parco, la piazza, ma anche la cultura contadina di una regione.
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