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Maxima

secondarie di I Grado

PANDEMONIUM TEATRO / La Piccionaia

regia e drammaturgia Lucio Guarinoni

con Francesca Bellini

scenografia, costumi e ombre Anusc Castiglioni

realizzazione scenografia Max Zanelli

luci Paolo Fogliato

collaborazione artistica Albino Bignamini

Non chiamiamola “storia di migrazione”. Questa è la storia di una generazione che ha visto tutto ed è pronta a tutto. Maxima, aprile 2019

Quando Maxima parte dalla Siria per raggiungere l’Olanda è il 2015 e lei ha 14 anni.

Aleppo, la sua città, è già da diverso tempo zona di guerra.

Il padre e la madre acconsentono alla sua richiesta di partire.

È vero, lei è la figlia femmina, ma è anche la più forte spiritualmente.

Inizia così il suo viaggio, con accanto solo due amici di famiglia, in spalla uno zaino troppo grande e al collo il foulard della madre. Un viaggio attraverso la Turchia, la Grecia, la Macedonia, la Serbia. Un viaggio a piedi, in barca, o stipati al buio dentro un camion. Un viaggio fatto di confini mutevoli, di controlli, di camminate infinite e piedi che sanguinano, di preghiere sotto la luna del Mar Egeo.

Un viaggio non solo fisico, ma anche emotivo e spirituale. Un viaggio di crescita.

Potrebbe essere la trama di un racconto di finzione, un romanzo di formazione che narra l’impresa di un’eroina. Ma la storia di Maxima è una storia vera, che lei stessa ha raccontato insieme alla scrittrice e giornalista Francesca Ghirardelli. Maxima è una dei 6 milioni di siriani che hanno lasciato il proprio Paese dallo scoppio della guerra. La sua non è una storia tragica, ma tiene dentro di sé la tragedia che ancora oggi attraversa la sua terra e quella di molti altri migranti che cercano asilo, una tragedia di cui l’Europa è complice.

Questo non è solo uno spettacolo, è un progetto che vive oggi dell’incontro con Maxima e con Francesca Ghirardelli.

Un progetto fatto della forza di una ragazza 14enne che impara a prendersi cura di sé quando si trova davvero sola. Un progetto che vive dentro gli occhi di quella ragazza anni dopo, quando parlando a un gruppo di studenti poco più giovani di lei dice “Mi sembra di non avere più paura di niente”. Un progetto che prova a intrecciare un filo che parte dagli occhi di quella ragazza, pieni di tutto ciò che hanno visto, agli occhi di tutti quelli che sapranno guardare.

età consigliata dagli 11 ai 14 anni

tecnica utilizzata: teatro d’attore

temi: Siria, migrazioni

in collaborazione con