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Tutti i miei cari

Francesca Zanni

con Crescenza Guarnieri

di Francesca Zanni
regia Francesco Zecca
con Crescenza Guarnieri
sceneFrancesco Zecca
costumi Grazia Materia
light designer Claudio Cianfoni

Una donna in scena, su un tappeto di rose. O forse è una tomba. Anne Sexton, con la sua vita e le sue poesie ci racconta il suo sentirsi inadeguata, ignorante, disadattata, non corrispondente al modello della società borghese, che la vuole madre e moglie esemplare. La sua anima inquieta, controcorrente, intelligente e contorta cerca di liberarsi attraverso le sue poesie. Che parlano di lei, ma in definitiva, parlano di noi. Quello che ci lascia è un’eredità dolorosa, quel senso di perdita che giace da qualche parte, dentro. Come ha potuto una casalinga folle diventare una celebrità e arrivare a vincere il Pulitzer?

Tutti i miei cari è un testo di incredibile attualità, che attraverso la vita e le poesie della Sexton, racconta il nostro mondo liquido, dove si sono persi i punti di riferimento e dove tutti noi – come lei – siamo in attesa di qualcosa, anche se non sappiamo bene di cosa. Anne Sexton era bella e dannata, infantile e sexy, atea e religiosa; le sue contraddizioni sono le nostre; il suo bisogno di comunicare si estende nella nostra smania di rendere pubblico – in tempo reale – ogni nostro pensiero. Una donna in anticipo sui tempi che, da casalinga frustrata, arrivò a vincere il Pulitzer. Un’intensa interpretazione di Crescenza Guarnieri che con questo testo porta per mano gli spettatori dentro un mondo che sembra lontano, ma che invece è proprio dietro l’angolo, a un passo da noi. La regia di Francesco Zecca, come una partitura musicale, esalta i pieni e i vuoti dell’anima di questa donna, perennemente in bilico.

“L’amore è un’onda. Enorme, fragorosa che ti abbatte, o piccola e silenziosa, si ritira senza ferire… Molte volte ho aspettato di essere colpita e invece era tutto un bluff… Io sono un bluff… Continuo a vincere premi! Premi per le mie poesie… Ho vinto il Pulitzer! Io! Anne Sexton. E non ho nemmeno finito la scuola… Sono un bluff, ve l’ho detto… Non mi piaceva andare a scuola. Non riuscivo a concentrarmi. I miei mi mandarono in una scuola “professionale”, dove più che altro volevano insegnarmi ad essere una moglie e una madre perfetta… Non ci sono riusciti”

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