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Spegni la luce!

Aurora Candelli

La Piccionaia

di Aurora Candelli
con Aurora Candelli e Julio Escamilla
scenografia e luci Roberto di Fresco
consulenza drammaturgica Marta Dalla Via
consulenza al movimento Valentina Dal Mas
foto e video Nicola Sandrini

Op e Rio.
Rio e Op.
Sono amici.
Sono fratelli.
A Rio piace fare i percorsi.
A Op piace giocare con le scatole.
A Rio non piace stare da solo.
A Op non piace il buio.

E un giorno la luce si spegne. E ora che fare?

Rio vuole giocare ma Op sente come un prurito nel cuore, il mare nelle orecchie, un filo nella gola, il ferro nella pancia. E non riesce più a muoversi. Rio allora si ingegna per aiutare Op a non aver paura. Ma non sarà affatto semplice!

“Di cosa è fatto il buio? Che sapore ha? Cosa c’è dentro? Quali bui conosci? E il buio buio? Dov’è?” Attraverso giochi ed emozioni cercheranno di dare risposte a queste domande scoprendo che esistono bui fuori e bui dentro, bui acquosi e bui secchi, bui piccoli e bui grandi, bui all’aglio e bui di lavanda, bui strani e bui che non hanno mai visto. Bui celesti e bui stellari.

Lo spettacolo nasce da una ricerca teatrale realizzata con bambini e genitori sulla paura del buio. Aurora Candelli e Julio Escamilla in scena giocano con dolcezza con pensieri ed emozioni molto vicini al mondo quotidiano dei bambini, rendendo le loro storie protagoniste dello spettacolo.

Op ha paura del buio e lo dichiara, utilizzando proprio le parole espresse dai bambini. Rio gioca un ruolo importantissimo in questa vicenda: non sa cosa fare, ma prova in ogni modo a convincere l’amica/sorella che il buio non è poi così “buio”. Si sottolinea così, il valore dell’amicizia e l’utilità della collaborazione e dell’aiuto reciproco, importantissimi aspetti che i bambini incontrano o incontreranno nel loro percorso di vita.

Collegandosi al pensiero animistico – tutto è vero e ha una vita- e a quello magico – tutto è possibile e credibile-, tipici dei bambini in età prescolare, i due amici/fratelli capovolgono il momento pauroso in uno speciale istante in cui tutto si trasforma. Così come nella realtà, Op non smetterà di avere paura del buio ma avrà degli strumenti per poterla gestire.