La Piccionaia S.C.S. – info@piccionaia.it - Sede legale Piazza Insurrezione 10 – 35139 Padova | Sede operativa Stradella Piancoli 6 – 36100 Vicenza - P.I. 00345390249 - REA: PD–442747 - Cap. Soc. € 42.669,24

CESAR BRIE / CAMPO TEATRALE

Nel Tempo che ci resta. Elegia per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Finisterre - Teatro ai Confini

Testo e Regia César Brie

con César Brie, Marco Colombo Bolla, Elena D’Agnolo, Rossella Guidotti, Donato Nubile

produzione Campo Teatrale / Teatro dell’Elfo

allestimenti scenici Camilla Gaetani |
tappeto Giancarlo Gentilucci
musiche Pablo Brie | Variazioni su temi di Verdi e su “Avò” di Rosa Balistreri
Arrangiamenti Musichali Matìas Wilson
Luci  Stefano Colonna

Fotografia  Laila Pozzo

Assistenti alla Regia Adele Di Bella e Francesco Severgnini
Si ringraziano per i costumi Camilla Gaetani e Teatro dell’Elfo

Un cantiere abbandonato a Villagrazia, il luogo dal quale partì Paolo Borsellino per andare incontro alla morte. In questo cantiere un uomo fa rotolare per terra delle arance.
Tra le lamiere appaiono 4 figure che il profumo delle arance ha richiamato dalle ombre.
Si chiedono dove sono, qual é la terra in cui si trovano. Si riconoscono.
Sono le anime di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e Agnese Piraino Leto. L’uomo che ha lanciato le arance si presenta. É Tommaso Buscetta, il pentito di mafia. Le anime delle due coppie e del pentito, si raccontano in questo cantiere abbandonato.

Nel tempo che ci resta è frutto di una ricerca di più di due anni sulle figure di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Tommaso Buscetta.
Dalle loro biografie emerge la storia della mafia siciliana dal dopoguerra fino agli anni ’90 e la denuncia dell’intreccio tra criminalità organizzata, affari, politica, servizi segreti deviati. Allontanandosi dall’idea di creare un documentario, lo spettacolo e di conseguenza il podcast si presentano piuttosto come un’elegia, un atto d’amore e di gratitudine nei confronti di chi ha dedicato e oggi continua a dedicare la sua vita alla collettività e a una concreta testimonianza di coerenza, etica e giustizia. Il racconto della tragedia che ha segnato le vite dei due magistrati e delle loro famiglie non dimentica i momenti di luce, di gioia, di ironia delle vite di questi eroi: l’amore di Giovanni e Francesca, di Paolo e Agnese; gli scherzi tra i due amici; la serenità della loro infanzia.