Il lavoro nasce da un cammino che Pietro Cerchiello, autore e attore nello spettacolo, compie nell’estate del 2025 nel nord della Svezia: il Kungsleden.
I luoghi narrati, gli incontri e gli accadimenti sono veri, o almeno, lo sono diventati nel racconto. La drammaturgia si muove in equilibrio tra autobiografia e finzione. In scena: una chitarra, una loop station, e un sassofono. Gli strumenti, suonati dal vivo, accompagnano la narrazione in una partitura musicale che unisce elementi di sperimentazione sonora, folklore scandinavo e canzone d’autore all’interno di una sorta di concept album.
Un concerto teatrale che non vuole raccontare una storia esemplare, ma l’urgenza – a volte comica, a volte disperata – di ogni partenza. Partendo da una domanda: la felicità è un fatto collettivo o individuale… o altro ancora?
