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Silent Play – Progetto

chi siamo

La Piccionaia è una compagnia teatrale con sede operativa a Vicenza, fondata nel 1975 e riconosciuta dal Ministero della Cultura  dal 1986 come Teatro Stabile di Innovazione per l’Infanzia e la Gioventù e dal 2015 come Centro di Produzione Teatrale. Gestisce il Teatro Astra a Vicenza, il Teatro Villa dei Leoni a Mira, il Teatro Comunale a Mirano, il Teatro Ferrari a Camposampiero e il Ridotto del Politeama di Marostica, e realizza progetti territoriali con soggetti privati e pubblici della regione e d’Italia. È una Cooperativa Sociale che ha come fine statutario la promozione sociale e comunitaria, in particolare delle giovani generazioni, attraverso il teatro, i linguaggi teatrali e le arti performative.

cos'è il silent play

Silent Play è un progetto de La Piccionaia ideato e coordinato dal regista, autore e attore Carlo Presotto. È un progetto di ricerca e sperimentazione sui nuovi lingu aggi teatrali, con particolare riferimento al cosiddetto “teatro fuori dal teatro” attraverso un originale e innovativo percorso di drammaturgia dei luoghi e performance interattive site-specific. La sua finalità principale è utilizzare l’arte e la cultura come strumento di qualificazione e riqualificazione del territorio. Con Silent Play il teatro acquista significato non solo come prodotto di una creazione artistica ma anche e soprattutto come processo di indagine, narrazione, condivisione esperienziale, moltiplicatore di energie creative e ricaduta sulla comunità.

Silent Play è un’esperienza innovativa, fortemente immersiva e ad alto tasso di interattività. È frutto del lavoro di un’equipe multidisciplinare che, oltre allo staff artistico, progettuale e organizzativo de La Piccionaia, coinvolge anche professionisti di altra natura (architetti, storici dell’arte, urbanisti, antropologi, sociologi, ecc…) a seconda del tema d’indagine di volta in volta individuato.

In particolare, Silent Play è un modo nuovo per guardare ai luoghi e al territorio con la sua storia e le sue caratteristiche ambientali e sociali. Ma anche alle relazioni, alle comunità, al loro patrimonio materiale e immateriale, a fenomeni sociali. Tematiche sociali, comunitarie, urbanistiche, ambientali diventano oggetto di un’esperienza condivisa.

Il processo creativo del Silent Play consiste nella progressiva emersione di un racconto: un processo che vede i soggetti coinvolti (artisti, operatori, testimoni, tessuto sociale ed economico, istituzioni, cittadinanza, pubblico, ecc…) partecipare attivamente, con diverse modalità e nelle diverse fasi, per la costruzione di un’esperienza in grado di modificare il rapporto e la percezione della realtà circostante.

In altre parole, è un progetto permanente di promozione culturale per la valorizzazione degli aspetti qualificanti del territorio attraverso grande laboratorio partecipato. Elementi caratterizzanti del processo sono il lavoro in ottica di rete, il coinvolgimento di istituzioni e associazioni, la pratica del teatro partecipato, la realizzazione di azioni pubbliche utili ad attivare la partecipazione consapevole e in grado di coinvolgere trasversalmente le più diverse tipologie di pubblico, l’applicazione di pratiche innovative per lo sviluppo culturale del territorio.

Silent Play For All

Tra le più recenti direzioni di ricerca e sviluppo di Silent Play troviamo quella che si intreccia con il design for all, ossia quella metodologia progettuale di moderna concezione e ad ampio spettro che ha per obiettivo la progettazione e la realizzazione di edifici, prodotti e ambienti che siano di per sé accessibili ad ogni categoria di persone, al di là dell’eventuale presenza di una condizione di disabilità: piacevoli e fruibili il più possibile dal maggior numero possibile di persone, indipendentemente dall’età, dalla capacità e/o dalla condizione sociale.

Presupposto fondamentale del design for all è una comprensione profonda della natura umana, in cui la diversità non è un elemento che si aggiunge, andandolo a depotenziate, ad un soggetto potenzialmente ideale: al contrario, è qualcosa che riguarda ciascuno di noi ed è anzi la più profonda natura dell’essere umano, laddove l’essere umano “ideale” è una pura astrazione.

È nato così Silent Play for all, una modalità di progettazione inclusiva che si fonda sui principi del design for all e li incorpora nella creazione artistica, sviluppando soluzioni creative che al tempo stesso eliminano le barriere e arricchiscono l’esperienza di tutti. Silent Play for all è un’esperienza emozionale, multisensoriale e multimodale: la narrazione di sviluppa mediante il coinvolgimento dei 5 sensi (visivo, uditivo, tattile, olfattivo, gustativo) mentre una serie di dispositivi ludici appositamente progettati permettono a ciascuno di avvalersi con naturalezza del linguaggio o della combinazione di linguaggi a sé più consona e accessibile. I diversi linguaggi intervengono non come mera traduzione, ma come elementi strutturali del gioco stesso: un coinvolgimento attivo, ludico e divertente dei diversi linguaggi in un unico gioco inclusivo, in cui ciascun partecipante interagisce con gli altri a diversi livelli.

Lo sviluppo di Silent Play for all ha finora avuto come obiettivo la fruizione accessibile di beni culturali e naturalistici. L’aspetto inclusivo è curato attraverso una consulenza professionale durante tutte le fasi della progettazione, che comprende anche la costituzione di un panel testers finalizzato a verificare l’adeguatezza e l’efficacia delle soluzioni individuate in termini di accessibilità, fruibilità, comprensibilità e sicurezza. I componenti del panel dei testers- persone con diverse tipologie di disabilità, in particolare sensoriale-percettiva e/o cognitiva (rappresentanti dei fruitori target del progetto) – forniscono una expertise fondamentale e sono coinvolti già in fase progettuale e successivamente con una serie di test sul campo.

tecnologia

Tecnicamente, oggi Silent Play si avvale di un sistema wireless di radioguide, sintonizzate sulla medesima frequenza radio per ricevere una traccia audio registrata, oppure, grazie ad uno speciale sistema whisper, una fonte audio live. La tecnologia utilizzata nel Silent Play gioca un ruolo strutturale. Innanzitutto permette di rendere l’esperienza perfettamente fruibile a ciascun partecipante anche in ambienti esterni e in movimento, oppure in contemporanea con altre attività in corso all’interno dello stesso contesto. Ma soprattutto permette di creare una bolla in grado di unire, per sua stessa natura, i partecipanti in una sorta di “comunità temporanea” che vive un’esperienza collettiva e condivisa.

Questo si lega al più ampio tema del rapporto con le nuove tecnologie. Crediamo infatti che il cloud, la connessione tramite device tecnologici, possa avere due esiti: da un lato, l’isolamento, fino all’autismo sociale; dall’altro un incremento dell’empatia. Silent play utilizza lo strumento tecnologico per aumentare l’esperienza concreta e reale del qui e ora, l’esperienza fisica e relazionale. In altre parole, Silent Play forza lo strumento tecnologico fino a farlo diventare un vero e proprio moltiplicatore di relazione ed empatia fisica.