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tiziano – dal sacro al profano

Digitale - Ragazzi

dai 15 anni

Scheda artistica

tiziano – dal sacro al profano

Giulio Boato

Navigando sulla superficie di una mappa digitale composta da alcuni quadri simbolo di Tiziano, viaggeremo con gli studenti nell’opera di un artista che non cessa di stupire per la sua modernità. Fortemente radicato a Venezia, la sua arte fu contesa tra principi, papi e imperatori, facendo di Tiziano uno dei pittori più Europei del suo tempo. I suoi ritratti indagano la psicologia dei soggetti, le grandi pale religiose sfidano i canoni di composizione, i nudi femminili seducono per l’estrema sensualità, l’uso del colore è rivoluzionario.

Data la mia pratica di regista teatrale e cinematografico, suggerirò agli studenti alcuni collegamenti tra Tiziano e i maestri del teatro internazionale con cui ho collaborato: Romeo Castellucci e Jan Fabre. I richiami al contemporaneo saranno il filo rosso della lezione: da parallelismi con artisti quali Andy Warhol (la bottega di Tiziano funzionava come la Factory), Francis Bacon (i ritratti dei papi), Emilio Vedeva (l’uso del colore), Melissa McGill (ripresa del rosso Tiziano), a ragionamenti più ampi sulla natura dell’arte all’epoca di Instagram. Sacro e profano diverranno la metafora chiave per indagare tutti questi elementi, stimolando lo scambio con gli studenti sui temi trattati”.


Opere di Tiziano che analizzeremo, lista parziale: Amor sacro e amor profano –  Assunta – Pala Pesaro – La venere di Urbino – Ritratto di Carlo V a cavallo – Ritratto di Paolo III – Pietà

 

Giulio Boato (Venezia, 1988) ha studiato arti visive e dello spettacolo alle università di Venezia, Bordeaux, Bologna e Parigi e ora vive tra Italia e Francia. Nel 2012 realizza i suoi primi lavori di video-arte con il compositore e sound designer Lorenzo Danesin. Da allora, continuano a collaborare realizzando film e performance. Nel 2013 fondano il collettivo DOYOUDaDA, assieme alla violoncellista e attrice Juliette Fabre. La loro ricerca evolve nel tempo, integrando presenza dal vivo, paesaggi sonori e installazioni video. Nel 2015 Giulio Boato dirige il suo primo documentario: un ritratto del controverso artista Jan Fabre (Miglior documentario d’arte al Festival Conversazioni video, Roma). Continua a collaborare con Fabre, girando due cortometraggi sulle sue grandi mostre italiane a Firenze (Among Spiritual Guards, 2016) e alla Biennale di Venezia (Glass and Bones, 2017, miglior corto al Master Doc Film Festival, Los Angeles). Co-dirige la diretta TV del suo spettacolo di 24 ore Mount Olympus (2017) e monta il film Surrender di Phil Griffin, dedicato al processo creativo di Mount Olympus. Collabora con Fabre e Griffin per la video installazione Not Once, con Michail Barysnikov. Nel 2018, Giulio Boato presenta a New York THEATRON, film sul regista teatrale Romeo Castellucci, Miglior documentario a Londra (New Renaissance Film Festival) e Miglior film sulla performance a Los Angeles (Fine Arts Film Festival).Nel 2019 realizza il suo terzo ritratto d’artista: Shiro Takatani. Tra natura e tecnologia, in competizione al FIFA International Art Film Festival (Montreal), Master of Art film festival (Sofia), presentato al Centro Pompidou e a Romaeuropa Festival, introdotto dal compositore Ryuichi Sakamoto. Allo stesso festival presenta Rivale, film-opera con la musica di Lucia Ronchetti. Assieme a Lorenzo Danesin, realizza L’uomo che cammina, video installazione immersiva dedicata alla città di Roma, selezionata in competizione al FIFA Art film festival 2020, e Theatre Insights. Stories from Fabulamundi, un film a episodi dedicato alla nuova drammaturgia europea.

 

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