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Dei figli - Vicenza

Mario Perrotta

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uno spettacolo di e con Mario Perrotta
e con Luigi Bignone, Dalila Cozzolino, Matteo Ippolito
consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati
aiuto regia Marica Nicolai
costumi Sabrina Beretta
allestimento tecnico Federico Calzini, Stefano Gorreri

Dei Figli conclude la trilogia “In nome del padre, della madre, dei figli”, provando a ragionare su quella strana generazione allargata di “giovani” tra i 18 e i 45 anni che non ha alcuna intenzione di dimettersi dal ruolo di figlio. Non tutti, per fortuna, e non in ogni parte del mondo. Ma in Italia sì, e sono tanti. Un tema bruciante che vede ancora insieme Mario Perrotta e Massimo Recalcati, impegnati in una possibile lettura di un fenomeno tutto contemporaneo. Dei figli, quelli veri, quelli che hanno ancora il diritto di esser chiamati tali, già è stato detto negli spettacoli precedenti della trilogia, In nome del padre e Della madre.
Ma a che età smetti di essere figlio? A diciotto anni? A venti? A venticinque, a trenta? Quando? Quando è che vai via di casa e guardi il mondo?
Quand’è che, già andato via di casa – magari sposato, magari con figli – smetterai di fare il cambio di stagione a casa dei tuoi genitori? Quand’è che smetterai di lamentarti con chi ti ha preceduto perché ti ha lasciato un mondo indecente? A che età affronterai di petto questo mondo indecente per cambiarlo totalmente?
E infine: la domanda centrale di tutto il lavoro. Chiara, urgente. A quale età, se questo mondo resta indecente, è anche colpa tua?